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Burnout

La sindrome del burnout è uno stato di esaurimento emotivo nel quale possono incorrere gli addetti a servizi umani o sociali durante la loro attività professionale per esempio infermieri, medici, insegnanti, assistenti sociali, poliziotti, operatori di ospedali psichiatrici, operatori per l’infanzia. L’esaurimento emotivo consiste nel sentirsi emotivamente svuotato e annullato dal proprio lavoro.
La persona con sindrome da burnout, dopo la fase iniziale, presenta come un atteggiamento di allontanamento e di rifiuto nei confronti di coloro che richiedono o ricevono la prestazione professionale, il servizio o la cura.

Non si sente realizzata e percepisce la propria inadeguatezza al lavoro, la caduta dell'autostima ed il sentimento di insuccesso nel proprio lavoro.
Manifesta irrequietezza, senso di stanchezza ed esaurimento, apatia, nervosismo, insonnia, sintomi somatici e psicologici. Tra i sintomi somatici più ricorrenti, ci sono frequenti cefalee, tachicardia, nausea e disturbi gastro-intestinali di vario genere; tra i sintomi psicologici depressione, bassa stima di sé, senso di colpa, sensazione di fallimento, rabbia e risentimento, indifferenza, negativismo.

Questo fa si che la persona vada al lavoro con estrema difficoltà, avvertendo un peso eccessivo; può accadere che la persona tenda ad isolarsi rispetto agli altri divenendone anche un po’ sospettoso, mentre rispetto all’utenza si manifesta un eccessivo distacco emotivo, una sorta di cinismo, un malcelato disagio di interazione con gli utenti.
Il burnout può portare la persona colpita a fare uso smodato di alcol e farmaci.
La fase iniziale di burnout è di difficile individuazione: prima se ne riconoscono i sintomi, più veloce sarà la fuoriuscita.